giovedì, 21 febbraio 2008, ore 11:22

HOMER

 

Volevo scrivere qualcosa di sensato… di utile… ma preferisco parlare di “niente”… forse perché è l’unica cosa di cui so veramente tutto…  e mi riesce anche abbastanza bene.

Ma come si fa a parlare di “niente”? … Semplice, basta esprimersi sulla televisione.

 

Credo sia doveroso chiarire che, secondo me,  chi abitualmente guarda programmi “leggeri” non è “meno intelligente” o   capace  o   degli  altri  ma   è   solamente   più  malleabile  e   riconducibile  a  modelli pre-impostati dai pubblicitari o dagli esperti di marketing divenendo, inconsapevolmente, parte di quella macchina “stritolacervelli” a cui fa comodo un popolo “vaporoso”, “inconsistente” e “telecomandabile”.

 

Giustamente, a difesa della propria libertà di scelta, il pubblico televisivo oppone un incontestabile dato di fatto: esce di casa al mattino presto, fatica contro il traffico per giungere sul posto di lavoro, lavora e fa il percorso inverso per ritornare a casa.

A questo punto la televisione accompagna le ultime ore della giornata, o comunque quelle di relax, quando in famiglia si cerca di consumare un pasto in tranquillità e riposo (in realtà è il momento dei litigi e della resa dei conti).

 

Non fatecene una colpa”, dicono allora molti spettatori, “se al film impegnato, per altro raro in tv ed imbottito di pubblicità, preferiamo la fiction di Rai Uno Un medico in famiglia o la prima serata di Maria De Filippi” (il famosissimo marito di Costanzo).

 

Il pubblico apprezza la semplicità di queste serie televisive, la possibilità di riconoscersi in un mondo un po’ idilliaco, ma molto vicino alla sua realtà quotidiana.

Amore, amicizia, solitudine, rimpianto, solidarietà e competizione.

Tutte le emozioni che caratterizzano la vita della gente sono presenti nel piccolo schermo in una sola puntata.

 

Nelle fiction non ci sono brutti, sfigati, indebitati con i denti cariati e pieni di acciacchi… tutti belli ed atletici.. non una donna con la cellulite… non un uomo con la “merlite” (quella strana “malattia” che colpisce gli uomini facendogli crescere la pancia ma mantenendogli due gambette fine fine da volatile).

 

Questi valori “emozionali”sono però sempre più artefatti e lontani dalla realtà e non si riferiscono mai a veri “atti” di “solidarietà” e di “compartecipazione” verso i “veri bisognosi”.

 

Una tv «irresponsabile» e cattiva maestra, una serie di conduttori «stomachevoli», un bel numero di programmi che diffondono modelli sballati e sbagliati e che sono pericolosi per i più piccoli.

 

Molto ha fatto Boncompagni. qualche anno fa con il suo “Non è la Rai” in cui si vendevano sogni, con ragazzine che avevano a malapena 14 anni... e da lì si è cominciato a pensare che per fare tv, bastava saper far finta di ballare, cantare, recitare e parlare.

 

Da allora di spettacoli così ne sono nati moltissimi e, ad un certo punto, tutti sono potuti  diventare protagonisti in tv; basta raccontare delle corna subite, della malattia avuta, del figlio morto, dei fratelli smarriti in un’infanzia lontana ed infelice,  ecc, ... dagli eventi piu' tragici a quelli piu' insensati… mai una circostanza lieta.

 

Anche i cartoni animati fanno schifo… tutti orfani, tante botte ed in quelli di ultima generazione culetti e tettine a gò gò.. ma credo che li mandino in onda solo per poter pubblicizzare giochi e giocattoli stupidi e diseducativi…  per “costruire” una generazione di infelici ed insicuri… di futuri “compratori”.

 

Se si chiede a molte adolescenti qual è il loro sogno nel cassetto, gran parte di queste, così come hanno fatto in seguito a sondaggi o interviste varie, rispondono che sognano di diventare veline, ballerine o attrici famose (questa è la risultante dei “valori” di questa televisione e “vallettopoli” ne è la triste conseguenza).

 

I TG non danno più notizie, non approfondiscono mai le tematiche sociali… sono troppo presi a “camuffare” il vero, a nasconderlo, a sottrarlo al giudizio delle persone in favore di questo o quel politico che al momento gestisce il “potere politico”… si sono perfettamente allineati a questo nuovo modello di pura ipocrisia e menzogna dove ogni arabo è un terrorista ed ogni americano un eroe e dove non trova spazio un Signore come Gino STRADA ma è onnipresente Bush & Company.

Agli inizi la televisione ha avuto anche un compito educativo insegnando la lingua italiana a tantissime persone ma oggi è cambiata… il suo scopo pare essere quello di “disinformare”, “confondere” e “vendere”… siamo diventati soggetti “passivi” ai quali propinare di tutto e verso i quali non c’è alcuna forma di rispetto.

 

Questa è la televisione “berlusconizzata”, quella che serve a “massificare” le idee, a “cancellare” l’intelletto.. a “convincere” tante massaie e pensionati che tutto va bene e che votare il “nano” è “cosa buona e giusta”.

 

E’ cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, spegnere il televisore e buttare il telecomando… se si spegnessero le antenne ed i ripetitori Berlusconi sarebbe finito in mezz’ora…

 

Una volta “Carosello” durava solo mezz’ora e poi tutti a nanna… oggi dura 24 ore ed è tutta una dormita continua.

 

I FATTI devono essere separati dalle OPINIONI.

 

Vorrei che i giornalisti si limitassero a raccontare i FATTI… ciò che è successo veramente, senza nasconderli dietro ad OPINIONI dettate dai partiti o dalle lobby economiche… se raccontassero i FATTI come sono ognuno, liberamente, si “farebbe” la propria idea… ma è proprio ciò che nessun “potere” vuole.

 

I FATTI sono spariti… non ce li racconta quasi più nessuno.

 

Come al solito volevo scrivere poche righe ma poi l’argomento mi ha preso troppo… forse perché c’è tantissimo da scrivere.

Pazienza, tratterò l’argomento a puntate… limitandomi solo ai FATTI.

 

Scusate ma mi fermo qui… ma sta iniziando il “Grande Fratello”… e chi se lo perde?! … stanno sempre nudi e trombano come ricci….

 

 

 

Sgraffio
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martedì, 12 febbraio 2008, ore 14:25

morti2

 

 

1.000.000

 

1.000

 

1 ogni 7 ore

 

 

Un milione di incidenti sul lavoro all’anno

 

Mille morti sul lavoro in dodici mesi

 

Un morto sul lavoro ogni sette ore

 

 

… ma qualcuno non aveva detto basta?

 

 

Un milione di incidenti significa “mutilazioni” e “gravi danni permanenti” che non ti permetteranno mai più di svolgere la tua attività o, nel peggiore dei casi, di vivere in maniera “normale”.

 

Mille morti l’anno significa aver “creato” circa duemila orfani e mille vedove a cui nessuno penserà più.

 

Un morto ogni sette ore significa che da quando mi sveglio a quando vado a dormire 3 persone sono morte per mancanza di misure di sicurezza.

 

Forse è per questo che lo Stato opera affinché in Italia la disoccupazione sia a livelli record?

Per tutelare i nostri ragazzi dagli infortuni?

 

Grazie Italia… in questa maniera i nostri “bamboccioni” saranno sempre sani e salvi!

 

Sgraffio
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mercoledì, 06 febbraio 2008, ore 12:00

marcos

 

Rieccomi qui… ogni tanto sparisco e poi ricompaio.. mi dissolvo e poi mi rimaterializzo.

 

La causa è dovuta ad una serie di “cose” che mi sottraggono parecchio tempo e non mi danno modo di mantenere una certa costanza nel portare avanti il blog.

 

In primo luogo ci sono i problemi lavorativi. Fino a poco tempo fa svolgevamo un lavoro in tre ed oggi, per contro, mi trovo ad assolvere cinque incarichi da solo.. e non è ancora finita perché il futuro è abbastanza “preoccupante”!

 

Poi c’è l’impegno “sociale” e politico”.

 

Il primo lo svolgo come Presidente di una costituenda associazione apartitica mentre nell’assolvimento del secondo sono “coordinatore” di un “gruppo politico” territoriale che cerca di opporsi  alle decisioni degli attuali amministratori del paese.

 

In ultimo, ma non come importanza, sono padre e marito… e la “Santa Donna” inizia a perdere la pazienza!

 

Certo, in questo periodo c’è parecchio da scrivere ma la mancanza di tempo non mi consente di “riordinare” le idee per  esprimere correttamente la mia indignazione ed il mio sdegno per ciò che avviene nel mondo politico.

 

E’ facile lasciarsi andare al “qualunquismo” sempre più diffuso e generato da una casta di pressappochisti ipocriti ed autoreferenziali.

 

Proprio per ciò credo che mai come ora bisogna “esserci” e farsi sentire.

 

Dedico a voi queste poche righe nella speranza che la voglia di lottare e di resistere sia sempre lo spirito che anima le vostre azioni… girare le spalle e far finta di non udire o vedere è proprio ciò che vuole chi “governa”.

 

Non lasciamo che gli altri “scelgano” per noi… soprattutto quando sono persone plurinquisite, ricchissime e disinteressate verso il futuro di tanta gente onesta e lavoratrice a cui stanno rubando non solo i sogni ma anche l’anima!

 

Dopo questa mi darò alla macchia….

 


 

 

 

"Odio gli indifferenti.

 

Credo che "vivere vuol dire essere partigiani".

 

Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare.

 

 Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita.


Perciò odio gli indifferenti.

L'indifferenza è il peso morto della storia.

 

L'indifferenza opera potentemente nella storia.

 

Opera passivamente, ma opera.

 

 È la fatalità; e ciò su cui non si può contare; è ciò che sconvolge i programmi, che rovescia i piani meglio costruiti; è la materia bruta che si ribella all'intelligenza e la strozza.

 

Ciò che succede non è tanto dovuto all'iniziativa dei pochi che operano, quanto all'indifferenza, all'assenteismo dei molti.

 

Ciò che avviene, non avviene tanto perché alcuni vogliono che avvenga, quanto perché la massa degli uomini abdica alla sua volontà, lascia fare, lascia promulgare le leggi che poi solo la rivolta farà abrogare, lascia salire al potere gli uomini che poi solo un ammutinamento potrà rovesciare.

 

La fatalità che sembra dominare la storia non è altro appunto che apparenza illusoria di questa indifferenza, di questo assenteismo.

 

Alcuni piagnucolano pietosamente, altri bestemmiano oscenamente, ma nessuno o pochi si domandano: "se avessi anch'io fatto il mio dovere, se avessi cercato di far valere la mia volontà, il mio consiglio, sarebbe successo ciò che è successo?"

 

 Ma nessuno o pochi si fanno una colpa della loro indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività a quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano.

 

Odio gli indifferenti anche perché mi dà noia il loro piagnisteo di eterni innocenti.

 

Vivo, sono partigiano.

 

 Perciò odio chi non parteggia, odio gli indifferenti."

 

 

da La Città futura - Antonio Gramsci 1917,

 

 

 

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