
Oggi ho letto su un giornale che in questi giorni si teme un’”invasione”, in Europa, di eroina molto pura… tanta eroina.. talmente tanta da “saturare” il mercato.
L’Italia, in particolare, sembra essere uno dei paesi “maggiormente a rischio” visto l’alto numero di “consumatori” di tale droga ed il Lazio, dopo
Chi la produce e la smercia?
Cercherò, senza alcuna velleità, di dare qualche piccola risposta ad alcuni quesiti con questo “post” già pubblicato a luglio del 2007.
Ovviamente le “cifre” riportate vanno intese per “difetto” dando per scontato che nel frattempo tanto il numero dei morti in guerra che quello dell’eroina prodotta sono considerevolmente aumentati.
Colgo l’occasione per salutarvi e per ringraziarvi per i commenti che continuate a lasciare nonostante perduri la mia assenza dalla “blogosfera” (è questione di pochi giorni e poi spero di riprendere la “normale” attività”)

Attualmente, nel mondo, sono in corso, ufficialmente, 29 conflitti armati.
La maggior parte delle suddette guerre si concentrano (come al solito) in Africa, in Asia, nel “mondo arabo” ma anche la cara vecchia Europa non ne è immune.
Leggere i dati complessivi relativi ai morti è cosa veramente improba ma basterebbe citare i 28mila morti dal 1992 ad oggi della guerra Georgia/Abkhazia o i 4 milioni di defunti nella guerra del Congo dal 1998 per rendersi conto della carneficina in atto che, anziché accennare a diminuire, per contro, fa registrare un incremento delle morti sia per la guerra stessa che per le situazioni ad essa strettamente correlate.
Solo nel mese di maggio scorso il numero dei morti in guerra, nel mondo, è stato di 4.878 così suddivisi:
Afghanistan 779
Iraq 2.719
Israele-Palestina 40
Kurdistan (Turchia) 16
Cecenia 57
Nigeria 3
R.D. Congo 45
Darfur (Sudan) 60
Somalia 439
Balucistan (Pakistan) 6
Filippine (guerriglia comunista) 15
Filippine (guerriglia islamica) 3
India Nord Est 81
India (guerriglia comunista) 48
Kashmir (India) 53
Sri Lanka 217
Thailandia Sud 103
Bangladesh 2
Pakistan (aree tribali) 114
Colombia 78
Questi dati sono stati raccolti da agenzie di stampa che operano “in loco” ma vanno intesi “per difetto” in quanto in molte di queste “aree depresse” è già raro che si contino i vivi, figuriamoci i morti.
Ma queste guerre (ormai lo sappiamo benissimo) servono sempre a qualcosa ed a qualcuno… servono ad acquisire materie prime, acqua, diamanti, oro, petrolio, ecc.. ma anche oppio.
Si…oppio.
Quest’anno, date le particolari favorevoli condizioni climatiche afgane, è previsto un raccolto da record. La produttività sfonderà il tetto dei 100 chili di oppio per ettaro (il doppio della norma) e questo ha già fatto scendere il prezzo del tariak (oppio grezzo) da 100/120 a 80/90 dollari al chilo.
Nella zona di Lashkargah (controllata dagli Inglesi che restano rintanati nella loro base per uscire solo con gli aerei carichi di bombe e dei quali nessuno dirà mai niente grazie alla censura imposta dal governo afgano di concerto con
Questa povera gente è costretta a coltivare oppio per vivere perché, grazie alle forniture “gratuite” di riso, grano e mais da parte del World Food Programme, questo tipo di alimenti hanno subito un fortissimo deprezzamento per il quale la coltivazione non gli garantirebbe alcuna fonte di sostentamento per le loro famiglie.
E così succede che la produzione di oppio afgano non sia mai stata così florida come sotto il governo Karzai.
L’anno scorso nel paese c’erano 165 mila ettari di terreno coltivati ad oppio… quest’anno sono diventati 180 mila ettari (il doppio dei 91 mila ettari del 1999 quando, sotto il regime talebano, vennero prodotte 4.600 tonnellate d’oppio).
Quest’anno si prevede un raccolto di 7.000 tonnellate.
Il governo Karzai, quindi, uccide i contadini e prende il raccolto che, anziché essere distrutto come da programma, viene inviato nelle raffinerie “governative” di Kabul dalle quali esce eroina… fino a poco tempo fa l’oppio veniva mandato in Irak o in Tagikistan per essere raffinato… oggi, sotto la tutela americana, si fa tutto in casa.
Qualcuno, giustamente, potrebbe obiettare che questa è propaganda antiamericana… ebbene si! Però è una propaganda documentata perché è strano che il fratello del presidente afgano sia noto soprattutto per essere il maggiore trafficante d’oppio della regione di Kandahar; è anomalo che un governo che dice di combattere la droga decida di dare sussidi economici ai coltivatori d’oppio come non è affatto normale che Karzai decida di distruggere le coltivazioni solo in “concomitanza” del raccolto e non prima.
Per quest’anno è previsto un ricavo complessivo di 560 milioni di dollari per i coltivatori; 3 miliardi di dollari sarà il ricavo dei trafficanti afgani e 114 miliardi di dollari è il valore di mercato dell’eroina.
Dal 2001 sono morti in Afghanistan 26 mila afgani e 570 soldati occidentali…
Detto ciò ripensiamo ai motivi dell’intervento americano in Afghanistan e quindi, visto che lì il petrolio non c’è e considerato che sotto la “protezione” occidentale (Stati Uniti in testa) l’Afghanistan è diventato il narco-stato più potente del pianeta, qualcuno è in grado di dirmi la vera ragione per cui nel 2001 gli USA hanno invaso l’Afghanistan?

(Made in China)

(Dalla Cina con furore)
Saluti a tutti
Vorrei scrivere fiumi di parole colme di indignazione, di rabbia, di sdegno e di collera... parole piene di ira e di irritazione vera... parole contro i signori della guerra, contro i pedofili, contro le bestie che maltrattano ed uccidono i propri figli.. ma non ne ho il tempo.
Vi ripropongo un vecchio post in cui l'argomento di discussione erano i bambini.. creature innocenti violentate nel corpo e nell'animo.. tutti i giorni e per i più svariati motivi.
Spero di riuscire a scrivere post nuovi ed aggiornati ma devo trovare il tempo che ora non ho.. e di cose da dire ne ho molte!
Per ora vi lascio i miei saluti sperando che il seguente post sia un ulteriore spunto di riflessione sulla "cattiveria senza fine" non tanto dell'uomo sull'uomo quanto dell'uomo nei riguardi dei suoi figli e del suo futuro.

Oggi, soprattutto grazie a pochi uomini coraggiosi e ad altrettanti pochi mezzi di comunicazione ancora veramente liberi, sappiamo bene che il terrorismo non è un marchio di fabbrica di questo o quel delinquente politico, semmai è diventato un modo di agire utilizzato sempre più spesso e volentieri dai grandi poteri economico-politici per i loro scopi.
Dietro ogni terrorista c’è una filosofia ed un’organizzazione che persegue ideali che quasi mai coincidono con quelli del popolo e comunque lo scopo è sempre quello di “destabilizzare” un sistema politico o un’area geografica per scopi utilitaristici e di “convenienza” economica o politica.
La “strategia della tensione” che abbiamo subito sulla nostra pelle per anni ne è un prova diretta… la paura di rimanere vittima di una strage fa perdere fiducia verso le istituzioni.
In tutto ciò, che è già veramente sconfortante, si inserisce un elemento “pesante” e “grave”… i bambini…
Parafrasando quanto appena detto sul terrorismo verrebbe da pensare che dietro certi comportamenti criminali verso i bambini ci sia lo scopo di “destabilizzare” il futuro dell’umanità, adottando una “strategia della tensione” verso il basso… nei riguardi di chi non ha armi per difendersi e dove è facile trovare terreno fertile per coltivare il seme dell’odio e della vendetta.
I bambini, seppure argomento da tirare fuori solo sotto le festività per via un buonismo perverso ed ipocrita, sono tra le prime vittime del terrorismo e della “guerra indiretta” in ogni forma questa si manifesti ed in ogni luogo del globo vi sia un conflitto armato.
In ogni parte del mondo ove ci siano regimi dittatoriali che fanno del terrorismo la loro “scelta politica” ci sono bambini feriti… feriti nel corpo e nell’anima.. ci sono bambini orfani e mutilati, bambini “soldato” che imbracciano fucili, bazooka e bombe vere.
Ho ancora negli occhi i corpi di quei bimbi che il 9 Giugno dell’anno passato rimasero uccisi dai colpi di alcune navi da guerra israeliane che spararono su poche famiglie di Gaza durante un picnic… morirono sette persone, tra cui tre bambini la cui unica colpa era di stare in spiaggia a giocare.
Ricordo anche i filmati di quelli barbaramente trucidati in qualche villaggio africano sconosciuto a colpi di “machete” e le foto di quelli maciullati dalle bombe intelligenti americane in Iraq… chissà quanti saranno in tutto il mondo… bambini sfruttati, usati, venduti e comprati, corpi da cui prelevare organi per altri bambini ricchi ed obesi… pezzi di ricambio silenziosi ed inermi… bambini da violentare e far prostituire, bambini da utilizzare per traffici sporchi e pericolosi, bambini da far lavorare per 12 ore al giorno per un compenso da miseria che servirà alla sua famiglia per un solo pasto …. bambini già vecchi e stanchi di vivere… bambini che non hanno mai giocato dove il sorriso, troppo spesso, assume la forma di una ferita che attraversa un volto dagli occhi tristi ed impauriti.
Ceausescu rinchiudeva i piccoli malati di Aids in ospedali “lager” dove aspettavano cure che non sarebbero mai arrivate per una precisa volontà criminale e chi, oggi, paga un prezzo carissimo alla vita sono i bambini di Cernobyl.
Tempo fa gli americani confermarono la cattura di un dodicenne a seguito di un rastrellamento in un paese irakeno. Questo bambino fu imprigionato ad ABU GHRAIB in condizioni disumane (incappucciato e tenuto lontano dal padre – anch’esso detenuto).
In India smantellano a mano intere navi da rottamare piene zeppe di effluvi tossici e di esalazioni nocive.. nelle regioni Mediorientali intrecciano tappeti o coltivano oppio… in Brasile sono organizzati in bande di spacciatori o ladri… in Africa vivono su cumuli di rifiuti pericolosi alla ricerca di materie prime da riciclare o rivendere.. in Italia, organizzazioni mafiose, li utilizzano come “pali”… vedette privilegiate ed insospettabili … o come venditori di merce proveniente dal contrabbando.
Non c’è posto ove vi sia degrado in cui non venga fatto uso di questa importante e silente “manodopera”.
Il Dr Khalid Dahlan, uno psichiatra alla guida di un progetto sulla salute mentale dei bambini palestinesi, ha detto, "La statistica che io trovo intollerabile è che il 99,4% dei bambini che teniamo in osservazione soffre di traumi... 99,2% hanno avuto la casa bombardata; il 97,5% è stato esposto ai lacrimogeni; il 96,6% ha assistito a sparatorie; un terzo ha visto membri della propria famiglia o vicini feriti o uccisi”
Negli occhi di questi bimbi simili immagini resteranno sempre impresse e si fisseranno nei loro piccoli cervelli, in fase di sviluppo, rimanendovi indelebili icone di un’infanzia di disperazione dove crudeltà, ferocia e spietatezza, erigeranno ponti incancellabili di solitudine, pazzia e desiderio di vendetta.
Uno studio del 2004 del British Medical Journal riferì che, nei precedenti quattro anni, “Due terzi dei 621… bambini uccisi (dagli Israeliani) mentre andavano a scuola o nelle loro case, morirono per colpi di armi da fuoco leggere, diretti in oltre metà dei casi alla testa, al collo, al petto — il segno del cecchino”. Un quarto dell’infanzia palestinese di età inferiore ai cinque anni era acutamente e cronicamente malnutrita. Il muro israeliano “porrà in isolamento 97 ambulatori ed 11 ospedali dal loro bacino di utenza”.
E non parliamo degli incubi notturni di questi bambini ne delle loro aspirazioni (i nostri figli sognano di diventare calciatori famosi, astronauti, ecc.,… in Palestina sognano di diventare guerriglieri kamikaze).
Tra due popoli in guerra si crea sempre un muro di incomprensioni… si inizia con il disconoscimento vicendevole del diritto all’esistenza e si prosegue con la ricerca dell’annichilimento della parte avversa travolgendo tutto e tutti.
Nelle guerre tribali africane, quando vengono risparmiati alla morte, i bambini incorrono in mutilazioni atroci affinché da adulti non possano divenire guerriglieri… in Afghanistan molte mamme maledicono l’arrivo della primavera perché sanno che i loro figli andranno a giocare sui campi o nelle case diroccate… dove c’è sempre una mina antiuomo pronta a “prendergli” un pezzo di gamba o tutta la vita.
Centinaia di milioni di persone nel mondo lottano ogni giorno contro la fame e la maggior parte di questi sono bambini e questo perché gran parte del terreno arabile viene oggi utilizzato per la coltivazione di cereali ad uso zootecnico piuttosto che per l'alimentazione umana.
Secondo le stime, la fame cronica contribuisce al 60 per cento delle morti infantili

Oggi i popoli ricchi, specie in Europa, Nord America e Giappone, se ne stanno appollaiati in cima a questa catena alimentare divorando il patrimonio dell'intero pianeta e dimenticando, sovente, che la vera ricchezza da valorizzare è data da un’infanzia sempre più sfruttata, abbandonata e trascurata.
Vittime di pedofili, di violenze casalinghe e di intolleranze razziali pagano un prezzo troppo elevato e la loro candida innocenza diviene uno spazio da violare continuamente.

I BAMBINI NON HANNO ALCUNA COLPA, NON HANNO COLORE, NON SONO NE' LIBANESI NE' ISRAELIANI, NE' ARABI NE' EBREI. I BAMBINI NON SONO NE' DI DESTRA NE' DI SINISTRA, NON DEVONO VIVERE NEL TERRORE MA, SOPRATTUTTO, NON DEVONO MORIRE AMMAZZATI.