

Art. 1.
“L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.
La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”
Bell’articolo… non c’è che dire.. peccato che non venga applicato e che contenga una serie di “dettami” completamenti disattesi dai nostri “democratici” governanti.
Che l’Italia sia una Repubblica è certo ma che sia democratica un po’ meno.. che poi il popolo eserciti la sovranità è proprio una grande cazzata.. gigantesca!
Il popolo italiano non conta più niente.. sono anni che è così e la situazione sociale ed economica di tantissime famiglie sta lì a dimostrarlo.. la povertà aumenta ed il lavoro diminuisce.. o almeno cambia “forma”!
Oggi il lavoro può essere subordinato, parasurbodinato, autonomo, dipendente, atipico, a progetto, ripartito, a chiamata, occasionale, socialmente utile, telelavoro, a tempo indeterminato, a tempo determinato, a tempo parziale, formazione, apprendistato, contratto di inserimento, a domicilio, domestico, libero professionismo…
Tanti modo differenti per sfruttare e sottopagare… per mantenere le persone in una condizione di stallo e renderle ricattabili e malleabili.. per eludere le “protezioni sociali” dei lavoratori stessi.
I continui cambiamenti nei modi di produzione, che oggi vedono l'avanzare della automazione e della tecnologia informatica in molti settori; la nazionalizzazione della produzione con pratiche manageriali volte alla massimizzazione dei profitto e alla riduzione massima dei costi; la competizione "globale" nel pianeta fanno si che numerose persone finiscono così per non trovare lavoro o per perderlo, perché per età o grado di istruzione non riescono ad adeguarsi alle nuove tecnologie e perché i settori "maturi" e tradizionali della produzione espellono, anziché attrarre forza lavoro.
I lavoratori, oggi, non sono considerati il traino dell’economia bensì l’ancora.. troppi diritti.. troppe ferie.. peccato che siano gli unici (almeno quelli dipendenti) a pagare per intero le tasse.. a sostenere un economia allo sbando condotta da “squali” famelici e mai sazi.
Il lavoratore, ormai, è un parafulmine.. e come tale spesso viene “fulminato”.
Non passa giorno senza avere notizie di morti o feriti sul lavoro.. non c’è manifestazione di lavoratori che finisca senza le “cariche” della polizia!
Quando vedo certe scene ripenso a ciò che successe a "Portella delle ginestre" il primo maggio del 1947.
In Italia vigeva il regime fascista e circa 2000 lavoratori si riunirono presso
Su questa gente, prevalentemente contadini, partirono, dalle colline circostanti, delle raffiche di mitra che lasciarono sul terreno 11 morti (9 adulti e 2 bambini).
Quattro mesi dopo la colpa dell’eccidio fù attribuita al bandito separatista Salvatore Giuliano.
Strano… perché alcuni documenti raccontano un’altra verità..
Raccontano di una strage programmata da circa un anno, da attuarsi qualora le sinistre avessero avuto la maggioranza.. e questo accade quando le “sinistre” sorpassarono
Un documento (Atto desecretato della CIA
Altre “carte” attestano che 6 mitra Beretta calibro 9 furono consegnati ad altrettanti mafiosi di San Giuseppe Jato dall'ispettore di Polizia Ettore Messana.
Dalle perizie balistiche e necrospiche risulta che le vittime furono colpite con proiettili di calibro 9, mentre Salvatore Giuliano ed i suoi uomini avevano armi di calibro 6,5.
Peccato che per saperne di più dovremmo aspettare ancora qualche anno perché il “segreto”, su quegli atti, verrà tolto solo nel 2016.
In attesa di sapere come veramente andarono le cose (che mi ricordano un po’ i fatti dell’”affaire” Moro) non posso far altro che augurare a tutti i lavoratori una buona giornata di festa.
Festa che ha perso molto dei suoi valori iniziali per diventare, alla fine, non la commemorazione di chi ha lottato per il lavoro e per i diritti dei lavoratori ma solo un modo per pensare al lavoro che non c’è più... come i tanti lavoratori morti sul lavoro!